TEATRO

A. Cechov

L'orso - Una domanda di matrimonio

Due scherzi come lo stesso Cechov ebbe a definirli, mettono in risalto, più delle opere maggiori, il senso ironico e sottilmente pessimistico dell’autore il quale, nel tratteggiare i suoi personaggi si serve dell’arte deformante della caricatura e della comicità con la consapevolezza che a teatro, come nella vita, l’umanità resta profondamente stupida.
I personaggi di questi due atti unici si dibattono come esseri puerili nella trama di ambizioni futili e contraddittorie.

Una domanda di matrimonio

Ne Una domanda di matrimonio, si raccontano gli esilaranti tentativi di un proprietario terriero di combinare il matrimonio tra la propria figlia e il padrone della tenuta vicina, tra equivoci, litigi, terreni contesi e cani da caccia, svenimenti è tutto un andirivieni di proposte, annullamenti, ripensamenti. Alla fine i due si fidanzeranno, ma chissà quale vita coniugale li attenderà.

L'orso è la storia di una bellissima vedova, votata alla memoria del marito defunto, che pure per tutta la vita l'ha tradita e umiliata. Giunge inattesa la visita di un debitore del marito, ma la vedova rifiuta di vederlo. L'uomo crede che l'atteggiamento della vedova sia una posa, per evitare di saldare il conto. La donna reagisce con veemenza alla calunnia e i due finiscono paradossalmente per sfidarsi a duello. Naturalmente tra due temperamenti focosi non potrà che scoppiare l'amore: la vedova non sarà più inconsolabile!

E’ questa la storia di una vedova che, nonostante desideri rimanere per sempre lontana dal mondo, dopo la morte del marito, viene visitata da un creditore del defunto consorte e, in seguito ad una feroce lite tra i due, nasce un amore passionale è repentino.