Associazione Culturale
Gruppo8
TEATRO
N. Erdman
Il suicida
La minaccia di suicidio da parte di uno sconosciuto
getta lo scompiglio in una città della Russia postrivoluzionaria,
già in allarme per la preannunciata abolizione della parziale liberalizzazione
concessa dalla NEP.
E scoppia il subbuglio!
(clicca sulle immagini per ingrandire)
Perché alcuni meschini esponenti delle vecchie
classi sociali, con un intellettuale liberale in testa, pensano
bene di sfruttare quel suicidio per ottenere il mantenimento di ingiustificati
“privilegi” sociali.
Perciò, convinti di non aver molto tempo a disposizione, si precipitano
a casa dello sconosciuto per indurlo a immolare la sua vita in nome degli
interessi individuali, minacciati dal nuovo corso politico!
Ma così facendo finiscono per coprirsi di
ridicolo!!!
Perché Semion, tale è il nome dello sconosciuto, un parassita senza scrupoli che vive tranquillamente alle spalle della moglie, in difficoltà per essere stato sorpreso a mangiare di nascosto in cucina e spaventato dalla prospettiva di poter finire in prigione, approfitta dell’insperata occasione per trarsi fuori dalle sue difficoltà. Millanta una determinazione suicida che è ben lungi dal possedere e, dopo essersi fatto festeggiare come un eroe in cambio della promessa di un suo sacrificio in nome dell’intera umanità, si allontana tra lo stupore generale per consegnarsi alla Storia! Ma invece di uccidersi si ubriaca, si finge morto, si lascia celebrare funerali solenni, resto esposto per tre giorni nella cappella del cimitero ed infine risorge inopinatamente, lasciando tutti scornati, delusi e con un palmo di naso!!! Proprio mentre sopraggiunge la notizia del suicidio incolpevole dell’ingenuo Petunin, che nelle ragioni della sua protesta aveva miseramente creduto!!! Si tratta di un’opera i cui l’autore, con vena satirica e finanche cinica, esprime tutta l’amarezza e la condanna nei confronti dei rappresentanti delle vecchie classi sociali e dei burocrati del nuovo corso rivoluzionario, in egual misura ritratti come responsabili dell’offuscamento dei genuini ideali rivoluzionari. Ed allora l’arma impietosa del ridicolo accomuna tutti i personaggi in una condanna definitiva e senza appello, dipingendo un orripilante galleria delle più abominevoli meschinità umane.



