TEATRO

Harold Pinter

Voci di famiglia

Voci di famiglia

Lo spettacolo “Voci di famiglia”, scritto da Harold Pinter, nasce come radiodramma e narra la realtà che vivono un figlio ed una madre, attraverso un loro ipotetico epistolario. Si è deciso di allestire, per la prima volta in Italia, questo testo in forma teatrale scegliendo la presenza sul palco solo della madre e del figlio.
Gli altri personaggi della storia si animano, invece, come voci fantasma a richiamare alla mente il rammarico di un legame d’amore padre-figlio mai avvenuto e a rivelare la sgradevole e disonesta esistenza dei personaggi della famiglia Withers insieme i quali il ragazzo è andato a vivere.
Nell'allestirlo si è voluto evidenziare non solo un luogo fisico, ma anche un luogo della mente, in cui i rapporti umani diventano morbosi e a volte crudeli.In particolare, partendo dalle modalità infantili di attaccamento e dalla loro evoluzione relazionale e affettiva, si è voluto evidenziare l'importanza delle emozioni nel processo dell'identità del figlio e il disagio psicologico definito: complesso di Erode, della madre. Nel timore di essere spodestata dal suo ruolo imperante nella relazione col ragazzo, divenuto ormai adulto e senza voler comprendere o conoscere alcun elemento d'alterità, la madre adotta un processo difensivo cercando di uccidere ogni forma di libertà e del vero sé nel giovane. Ciò avviene per l'idea che il figlio stia acquisendo una sua indipendenza, dovuta anche all’esperienza con un mondo a lui sconosciuto. Il figlio, da parte sua, con il suo modo d'essere "non curante di" e con il suo comportamento "sfacciatamente" libero, assapora il gusto di una nuova realtà alla pari di un re. Tutti i personaggi evidenziano un’incapacità d’ascolto, una mancanza di stabilità emotiva, psicologica e relazionale.
E in questa partita a due, per quanto vicina all’assurdo possa apparire, si è cercato di non poter fare a meno di riconoscerci.