Associazione Culturale
Gruppo8
TEATRO
Harold Pinter
Voci di famiglia

Lo spettacolo “Voci di famiglia”,
scritto da Harold Pinter, nasce come radiodramma e narra
la realtà che vivono un figlio ed una madre, attraverso un loro ipotetico
epistolario. Si è deciso di allestire, per la prima volta
in Italia, questo testo in forma teatrale scegliendo la presenza sul palco
solo della madre e del figlio.
Gli altri personaggi della storia si animano, invece, come voci fantasma
a richiamare alla mente il rammarico di un legame d’amore padre-figlio
mai avvenuto e a rivelare la sgradevole e disonesta esistenza dei personaggi
della famiglia Withers insieme i quali il ragazzo è andato a vivere.
Nell'allestirlo si è voluto evidenziare non
solo un luogo fisico, ma anche un luogo della mente, in cui i rapporti
umani diventano morbosi e a volte crudeli.In particolare, partendo dalle
modalità infantili di attaccamento e dalla loro evoluzione relazionale
e affettiva, si è voluto evidenziare l'importanza
delle emozioni nel processo dell'identità del figlio e il disagio
psicologico definito: complesso di Erode, della madre. Nel timore
di essere spodestata dal suo ruolo imperante nella relazione col ragazzo,
divenuto ormai adulto e senza voler comprendere o conoscere alcun elemento
d'alterità, la madre adotta un processo difensivo cercando di uccidere
ogni forma di libertà e del vero sé nel giovane. Ciò
avviene per l'idea che il figlio stia acquisendo una sua indipendenza, dovuta
anche all’esperienza con un mondo a lui sconosciuto. Il figlio, da
parte sua, con il suo modo d'essere "non curante di" e con il
suo comportamento "sfacciatamente" libero, assapora il gusto di
una nuova realtà alla pari di un re. Tutti i personaggi evidenziano
un’incapacità d’ascolto, una mancanza di stabilità
emotiva, psicologica e relazionale.
E in questa partita a due, per quanto vicina all’assurdo possa apparire,
si è cercato di non poter fare a meno di riconoscerci.